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Borzì: Riprendiamoci la bellezza della famiglia

I fatti delle ultime settimane ci confermano un dato allarmante, su cui non si può tacere. Non ci riferiamo tanto alla cronaca in sé, quanto all’uso, anzi, all’abuso e all’overdose di informazione sulla tragica vicenda di Sarah Scazzi. Ad allarmare è la morbosità dei media, quell’attenzione smisurata che ha divorato ore e ore di palinsesti su tutte le reti e su troppe pagine stampate.

Purtroppo si è trattato di un cane che si mordeva la coda. Da una parte la famiglia Scazzi ha usato la tv per richiamare l’attenzione sul proprio caso che, altrimenti, sarebbe passato subito in secondo piano; dall’altra, a casa, la gente ha cominciato ad appassionarsi a questo “reality”, frutto della degenerazione del potere della tv.
Allora, ecco la caccia alle immagini e alle testimonianze più esclusive, con interviste, approfondimenti e scoop di dubbio gusto, volti a carpire i segreti più intimi di Sarah e le confessioni più “inimmaginabili” dei “coprotagonisti” più che a comprendere le possibili ragioni di avvenimenti così tragici.
Si tende, infatti, a fare soprattutto leva sul versante più emozionale delle persone e non anche sulle loro capacità critiche e di approfondimento.

E ancora: perché nei media è dedicato ampio spazio a queste vicende e nessuno spazio alla bellezza della famiglia? Chi ne racconta l’amore dei gesti quotidiani? Chi parla delle migliaia di azioni di solidarietà che vengono giornalmente intraprese in silenzio? Chi si occupa del volto giovane ed operoso del nostro Paese, emerso anche nella recente Settimana Sociale di Reggio Calabria? Chi parla di speranza?

C’è, allora, un urgente bisogno di invertire il trend. Di ribaltare l’attuale rappresentazione della famiglia veicolata dai mass media, allargandone lo spettro, o quanto meno, trattandola in maniera “sana “ e “critica”. Per fare ciò sono chiamati in causa la famiglia stessa, la scuola, e la società civile.

Ancor prima ricordiamoci, però, che siamo noi l’opinione pubblica. Sta quindi a noi cambiare canale per far sì che non cresca l’audience di queste trasmissioni voyeuristiche; sta a noi imparare ad apprezzare tutte le sfumature della famiglia, chiedendo a gran voce che non venga solo raccontata attraverso la cronaca nera.