Sei qui: Home | Notizie da e per la famiglia | L’anticipata spending review delle famiglie
L’anticipata spending review delle famiglie

Tagli obbligatori per contenere la spesa e arrivare a fine mese

famiglie&consumiI recenti provvedimenti sulla spesa pubblica proposti dal Governo avranno sicuramente effetti devastanti sulle tasche degli italiani. In particolare, i tagli alla sanità, alla giustizia, alla scuola e alla ricerca aggravano ulteriormente lo scenario allarmante di questi ultimi anni.
La crisi, infatti, restituisce la fotografia di un Paese in cui le famiglie – paradossalmente – pur spendendo di più per arrivare a fine del mese, sono costretti a ridurre i consumi alimentari, sia nella quantità che nella qualità.
L’Istat nel suo rapporto sui consumi delle famiglie parla non solo di una riduzione delle spese per svago e cultura e dell’acquisto di scarpe, vestiti, mobili, già di per sé spia di un disagio economico non indifferente, ma soprattutto di un taglio degli alimenti.
Secondo l’Istat, infatti, i 2.488 euro della spesa media mensile per famiglia (che comprende sia quella dei nuclei più ricchi, che quella dei meno abbienti), venendo per la maggior parte assorbiti dalle spese incomprimibili (mutuo, luce, gas, benzina e acqua), lasciano alle famiglie pochi margini di scelta nell’acquisto dei generi alimentari o altri beni.
Nel 2011, rispetto all’anno precedente, il 35,8% delle famiglie ha diminuito la quantità e la qualità dei prodotti alimentari acquistati. Tra di esse, il 65,1% dichiara di avere ridotto solo la quantità, mentre nel 13,3% dei casi è diminuita anche la qualità. Sempre più italiani, inoltre, si recano nei discount per risparmiare (13%) a conferma di quanto sostenuto dalla Confederazione Italiana Agricoltori secondo cui il 71% ha riorganizzato le spese per la tavola: comparando i prezzi con più attenzione (il 65 %); cercando sconti, promozioni commerciali e offerte speciali (il 53 % ); o privilegiando le grandi confezioni ossia il cosiddetto “formato convenienza” (il 42% ).
Inoltre, i dati confermano, ancora una volta, il persistente divario fra Nord e Sud. La Lombardia è la regione con la spesa media mensile delle famiglie più elevata (3.033 euro); fanalino di coda è invece la Sicilia che, con una spesa media mensile di 1.637 euro, vede aumentare sempre più il suo il divario da una delle regioni più ricche d’Italia.
Ancora una volta sono dunque le famiglie a trovarsi fra l’incudine – la revisione obbligata della spesa privata - e il martello - gli effetti della revisione della spesa pubblica protette da una coperta sociale che si assottiglia ogni giorno di più.