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Vacanze “formato famiglia”

Conciliare relax e possibilità economiche

famiglia_e_vacanzeMentre i primi effetti della spending review si sommano a quelli già ben noti della crisi, le famiglie italiane, sempre più a corto di fiato e risparmi, affrontano l’estate.
Le ferie sono il tempo della famiglia, il tempo libero da dedicare a se stessi e ai propri cari alla ricerca di un ben-essere fisico e mentale; una pausa dal lavoro che tuttavia dipende dal lavoro stesso, dalle risorse di ognuno; perché non bisogna dimenticare che c’è chi purtroppo è in “ferie” obbligate (disoccupati, cassintegrati, ecc…).
Per le famiglie italiane dunque la parola d’ordine è conciliare: famiglia e lavoro ma anche ferie e possibilità economiche. Di qui, la necessità di sapersi destreggiare nella giungla delle offerte formato famiglia, riconoscendo tra queste quali sono gli specchietti per allodole.
L’espressione “formato famiglia” è frutto di quel processo per cui, nella lingua italiana, è possibile creare parole nuove giustapponendone due già esistenti. Si tratta generalmente di due nomi tra cui intercorrono impliciti rapporti sintattico-semantici che, usati nei contesti adeguati, possono assumere una funzione di tipo aggettivale, come ad esempio “confezione formato famiglia”. È quindi un’espressione che, in particolare nella vendita dei beni di consumo, tende a mettere in evidenza quanto un quantitativo o un prodotto in generale sia adatto ai bisogni di una famiglia media.
Ma è sempre così? O meglio, è sempre vero che l’oggetto “formato famiglia” nei fatti poi lo sia realmente? O spesso il linguaggio pubblicitario sfrutta, soprattutto a livello di pathos, la potente carica valoriale connessa al termine famiglia?
È ormai risaputo che il mondo pubblicitario, facendo leva sull’idea di rifugio felice che la famiglia detiene nell’immaginario collettivo, contribuisce a perpetuare uno stereotipo della stessa riducibile all’immagine della cosiddetta “famiglia del mulino bianco”: persone giovani e dinamiche che, nonostante i tanti problemi della società, sono felici e traggono la loro felicità proprio dal consumare un determinato prodotto.
In quest’ottica, quindi, l’espressione “formato famiglia”, pur rappresentando talvolta un parametro quantitativo, nel caso delle vacanze, suggerisce spesso, al di là della quantità e della qualità del prodotto, un livello di consumo e degli oggetti “su misura” a cui le famiglie devono aspirare per essere “davvero” felici.
Appena pochi giorni fa, i dati Istat hanno dipinto l’immagine della famiglia media italiana: si spende di più per arrivare a fine mese (una spesa media mensile di 2.488 euro), ma per far fronte ai costi incomprimibili si taglia sulla la spesa alimentare (nel 2011 il 35,8% delle famiglie ha diminuito la quantità e la qualità dei prodotti alimentari acquistati), e quella inerente al tempo libero (passata dal 4,4% al 4,2%).
Se dunque le ferie si configurano come un momento importante per rigenerarsi, per rinsaldare legami familiari logorati dai ritmi frenetici del lavoro, le esigue risorse che le famiglie hanno a disposizione rischiano certamente di comprometterne tanto la realizzazione, quanto la qualità, soprattutto se si lascia che siano la moda e la pubblicità ad orientarne le scelte.
L’obbiettivo di molte famiglie è giustamente trovare una “vacanza a buon mercato”; tuttavia spesso ciò si traduce nella ricerca spasmodica di last minute e pacchetti famiglia per le mete più gettonate, e poco importa se le date di soggiorno proposte sono impossibili, se l’ombrellone è in ultima fila lontanissimo dalla battigia, se l’offerta non è poi così “formato famiglia” come sembrava.
Anche la vacanza, infatti, diventa spesso uno di quei beni status irrinunciabili, come l’ultimo ritrovato tecnologico di turno, per cui si è disposti a fare di tutto.
Ma il prezioso tempo libero della famiglia, può ridursi solo ad un contenitore di consumi? No, oggi in modo particolare, esso ha bisogno di essere nuovamente umanizzato, di essere colmato di contenuti esperienziali, relazionali, solidali ed educativi. Questo significa veramente creare proposte per vacanze “formato famiglia”: abbinare quantità (paghi 2 e viaggi in 4) e qualità, ossia la sostenibilità economica della proposta con la sua ricchezza di senso, la sostenibilità ambientale e le esigenze dei genitori con quella dei figli.