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Famiglie sull’ottovolante della crisi

Anche i trasporti pesano sul bilancio familiare

Sull’ottovolante della crisi, tutto è concesso. Il pil, lo spread, il costo della vita, i prezzi dei beni di consumo e il potere d’acquisto delle famiglie salgono e scendono repentinamente, l’inflazione oscilla e le manovre economiche varate dal governo disegnano curve paraboliche di tagli alla spesa pubblica e di tasse. Fin qui nulla di strano, se non fosse però che sulle montagne russe disegnate dalla crisi ci sono prima di tutto le famiglie a compiere tutte queste particolari ed “emozionanti” evoluzioni.
L’ultima impennata riguarda il settore trasporti: su base annua, dice l’Istat, salgono del 4,3% le tariffe dei taxi e del 57,8% i passaggi di proprietà dell’auto; un +4,8% lo fanno registrare anche i prezzi di pedaggi e parchimetri, insieme al rincaro del 4,7% delle assicurazioni sui mezzi di trasporto; infine neppure i mezzi pubblici restano a guardare facendo registrare un aumento del 6,4% sui biglietti per il trasporto extraurbano. L’unico prezzo connaturato al settore trasporti a rallentare la sua ascesa è invece quello della benzina, che passa dal +17,8% di maggio al +16 % di giugno.
Insomma, il diritto alla mobilità diventa sempre più costoso per gli italiani portando con sé inevitabili ricadute sui prezzi di tutti i beni trasportati su gomma (alimentari in primis) e, quindi, sul potere d’acquisto delle famiglie, ma anche sulle loro abitudini e sul proprio bilancio familiare. Che si tratti di auto propria o di trasporto pubblico, anche “mezzi di trasporto” è diventata una voce di spesa chiave nel bilancio familiare, su cui si tenta di risparmiare, ma che non può essere eliminata, poiché da essa dipendono sia gli spostamenti lavorativi che quelli connessi alle esigenze familiari.
La soluzione, dunque, è cambiare stile di vita prediligendo i mezzi di trasporto più economici, ma anche quelli più salutari e più adatti al traffico cittadino. Sono sempre di più gli italiani, infatti, che secondo il Codacons scelgono di utilizzare i mezzi pubblici e la bici. Una scelta molto apprezzabile, se vissuta però non come un ripiego obbligato ma come una consapevole rivoluzione culturale dei consumi, in cui si sceglie di spendere criticamente ricercando la sobrietà felice come stile di vita, così come suggeriva il percorso di accompagnamento al bilancio familiare “Fare i conti con la crisi” realizzato in 15 province italiane e ideato dal Caf Acli, insieme con la Funzione formazione e l’Area politiche per la famiglia.
Insomma il giro sull’ottovolante della crisi continua a tutta velocità e le misure al varo del Governo per raggiungere gli obbiettivi economici in grado di salvare il Paese e l’euro dalla crisi disegnano già nuove evoluzioni “da brivido”, ma se le famiglie vogliono mettersi al sicuro mentre attendono le riforme per la crescita, devono davvero saper gestire bene il proprio budget, perché sono quei risparmi a costituire la cintura che le tiene saldamente legate al seggiolino di questa giostra dai giri imprevedibili.